DARPA vuole costruire enormi strutture spaziali biomeccaniche

La Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), sta cercando il contributo del pubblico sui suoi ambiziosi piani, per costruire enormi “strutture spaziali biomeccaniche”.

Come riportato da Gizmodo, l’agenzia DARPA ha recentemente inoltrato una richiesta di informazioni in merito a questa idea che fa alzare le sopracciglia. Sebbene i dettagli esatti rimangano poco chiari, il concetto sembra innegabilmente rivoluzionario.

Secondo la richiesta, la DARPA sta esplorando la “fattibilità” di creare “strutture spaziali utili” di lunghezza superiore a 1.600 piedi. Queste strutture mirano a “sconvolgere l’attuale stato dell’arte e posizionare la biologia come componente complementare dell’infrastruttura di assemblaggio nello spazio”.

Il documento delinea potenziali applicazioni, tra cui “fili per un ascensore spaziale, reti a griglia per la bonifica dei detriti orbitali, interferometri su scala chilometrica per la scienza radio, nuove ali autoassemblate di una stazione spaziale commerciale per ospitare carichi utili aggiuntivi o produzione su richiesta di materiali di riparazione per aderire e riparare i danni causati dai micrometeoriti”.

La DARPA è particolarmente interessata allo sviluppo di nuovi metodi e “intuizioni tecniche” per creare “grandi crescite biologiche autoassemblate e meccanicamente stabili nello spazio”.

I vantaggi

Costruire strutture più grandi nello spazio offre numerosi vantaggi. Ad esempio, è significativamente più economico che lanciare componenti e materiali da costruzione massicci dalla Terra.

Oltre ai metodi tradizionali come la saldatura dei metalli, la DARPA guarda più avanti, puntando a sfruttare l’ingegneria biologica per sfruttare le sue “proprietà di crescita rapida”. Questo approccio potrebbe alla fine richiedere un intervento umano minimo.

L’agenzia usa una tenda come analogia per spiegare il concetto. “Dato il materiale strutturale dei pali della tenda, si prevede che i meccanismi di crescita biologica siano la ‘copertura’ della tenda”, afferma il documento.

In sostanza, la visione della DARPA potrebbe essere vista come una massa futuristica, forse inquietante, di “riempitivo” spaziale che avvolge “materiali elettronici o strutturali” essenziali.

L’agenzia sta forse tentando di aggirare la costruzione convenzionale delle stazioni spaziali e di passare direttamente a un paradigma ispirato alla fantascienza in cui le strutture spaziali vengono coltivate biologicamente anziché costruite?

Questo concetto è innegabilmente inverosimile, soprattutto perché tale tecnologia deve ancora essere realizzata sulla Terra. Le attuali esplorazioni di materiali da costruzione viventi, come il micelio, sono ancora agli inizi, quindi la tempistica per lo sviluppo di questa idea rimane incerta.

FONTE: Anomalien

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